L’ultima opera prodigio di James Turrell, la più monumentate delle sue celebri installazioni denominate Skyspace, si guarda a testa in su, come durante la recente eclisse di sole che ha movimentato migliaia di appassionati tra i vari paesi coinvolti.

Si visita all’ARos (scritto proprio così con le due maiuscole), rinomato museo d’arte contemporanea di Aarhus, la seconda città della Danimarca nello Jutland centrale. L’opera di Turrell, dal titolo “As Seen Below”, una sintesi tra luce, suono e architettura, prevede infatti che si rimanga a fissare un’apertura circolare sul soffitto, da cui traspaiono i colori e i movimenti naturali del cielo, finché il cerchio non si richiude lentamente per lasciare posto a un sole artificiale che cambia continuamente colore, insieme alle pareti in cui è immerso.

Suoni metallici, brusii indistinti, suggeriscono quasi un’ambiente spaziale, o quel calpestio leggero che si ascolta entrando in silenzio in una grande cattedrale. Un’esperienza che lascia ammutoliti, in religioso silenzio, come l’artista quacchero voleva e il cui senso è stato pienamente realizzato con questo suo ultimo Skyspace, un luogo fuori dal tempo e dalla realtà, sospeso in un’atmosfera rarefatta.