In chiusura di mercati venerdì 21 agosto l'oro spot si muoveva a quota 4.606 dollari l'oncia, con un progresso di oltre il 2%, mettendo a segno il terzo rialzo settimanale consecutivo anche dopo le mosse del Tesoro Usa.

Come riportato anche in questa edizione di MF-Milano-Finanza (si vedano articoli a pagina 14), il dipartimento del Tesoro guidato dal segretario Scott Bessent aumenterà infatti di almeno il doppio la dimensione delle operazioni di riacquisto a sostegno della liquidità per i Treasury a tasso fisso con scadenze più lunghe.

Secondo Dominic Schnider di Ubs il metallo prezioso proseguirà dunque il rally a tre condizioni: la prolungata debolezza del dollaro statunitense, la diminuzione dei tassi reali Usa e l'aumento della domanda per l'oro.

In tal caso Ubs vede il metallo giallo a 4.600 dollari l'oncia a fine anno.

Se ciò non si avverasse, ha detto l'analista, «il prezzo potrebbe scendere fino a testare i 3.850 dollari l'oncia».Ma c'è dietro l'angolo una previsione più elevata per fine settembre 2027 e che vede una stima di «5.400 dollari l'oncia, ovvero 200 dollari in più rispetto alla precedente previsione di 5.200 per fine giugno 2027».Si tratta di numeri che si potrebbero avverare nello scenario in cui la disinflazione diventasse il tema di mercato più rilevante del prossimo anno, favorendo gli asset sensibili alle prospettive di riduzione dei tassi, oro compreso. «Prevediamo inoltre che l'attività economica statunitense si mantenga in linea o al di sotto del trend.