Milano, 22 agosto 2026 – E ora prove di mediazione: dopo giorni di tensioni conclamate nella Lega si fa avanti l’ipotesi di un incontro fra il segretario (contestato) Matteo Salvini e la fronda dei nordisti, forse già la prossima settimana. I frondisti sono convinti che vedersi convenga più a Salvini, che invece da Pinzolo – dove intanto ha già incontrato il presidente della provincia di Trento, Maurizio Fugatti – ribalta la narrazione: “Ci voleva una settimana di polemiche su tutti i giornali per chiedere un incontro?”.

Il vicepremier si dice anche pronto a coinvolgere amministratori e governatori in quella leadership collegiale allargata alla "squadra” richiesta dal governatore lombardo Attilio Fontana e dal capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo. “È qualcosa che ho intenzione di fare da mesi. Senza bisogno di scrivere libri…”, dice Salvini pungendo Romeo e la sua nuova pubblicazione editoriale.

Prima di Ferragosto il segretario aveva rimandato al mittente qualsiasi discorso sull’assetto del partito ("non c’è bisogno di cambiare regole”), anche se ci sarebbe una bozza di statuto – su cui avrebbe lavorato il ministro Roberto Calderoli – con cui mettere in pratica l’idea, caldeggiata da Luca Zaia, di una Lega confederata al Nord, al Centro e al Sud che darebbe comunque a Salvini la possibilità di tenere saldo il controllo sul partito. Continua a smarcarsi dalla ‘ribellione del Nord, invece, l’attuale governatore veneto Alberto Stefani: “Io mi occupo dei problemi dei veneti, impegnerò il mio tempo esclusivamente in questo, non posso occuparlo in beghe di partito. Credo che tutti i presidenti di Regione e i sindaci dovrebbero fare questo”, spiega dal Meeting di Rimini, ribadendo che Salvini non si discute visto che “c’è stato un congresso un anno fa e quel congresso non può essere celebrato ogni due mesi”.