L'atleta di Taranto risorge e corre verso il futuro danzando su una cartina del Mare Nostrum: nella coreografia che apre la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo c'è la metafora di una città che punta a riabbracciare il proprio futuro, secondo l'auspicio rivolto alla vigilia dal presidente Mattarella stasera in tribuna (per lui un'ovazione all'arrivo allo stadio Iacovone) per dichiarare "ufficialmente aperti i Giochi". Una chance - non necessariamente l'ultima, sicuramente la più ghiotta da molto tempo a questa parte - per dare un futuro diverso alla città dell'acciaio e delle ciminiere all'indomani dell'annuncio della premier Meloni (per lei qualche segno di disapprovazione dalla curva nord dello stadio) di un doppio tavolo per settembre su Taranto, uno sull'ex Ilva, l'altro sullo sviluppo della città.
Davanti a Capi di Stato (di Algeria, Kosovo, Macedonia del Nord e Libano) e di Governo (quelli di Serbia e Algeria), Taranto si rifà il trucco in una esplosione di luci e colori, sonorità mediterranee e orgoglio pugliese. In tribuna le più importanti cariche istituzionali: col presidente Mattarella, la premier Meloni, i presidenti di Camera e Senato Fontana e La Russa, quattro ministri (Abodi, Foti, Schillaci e Mazzi). Festa di sport ma anche crocevia internazionale di relazioni diplomatiche.













