A sinistra: Recep Tayyip Erdogan, 72 anni, presidente della Turchia A destra: Benjamin Netanyahu, 76, premier israelianoRoma, 21 agosto 2026 – Si tratta di un gesto dimostrativo, che difficilmente avrà conseguenze concrete, ma che suona anche come un avvertimento sulle proiezioni di Tel Aviv nella regione. La Turchia ha chiesto all’Interpol un mandato d’arresto internazionale nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu per il caso della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. Ad annunciarlo è stato il ministro della Giustizia turco Akin Gurlek.

Le accuse comprendono crimini contro l’umanità, genocidio, privazione aggravata della libertà personale, tortura, saccheggio aggravato e dirottamento. Il fascicolo riguarda l’intercettazione, lo scorso maggio, della Global Sumud Flotilla: circa 430 attivisti ed equipaggi, su una cinquantina di imbarcazioni, erano stati fermati dalla marina israeliana al largo di Cipro, condotti in Israele, detenuti e poi espulsi.

Flotilla: “Impunità che dura da troppo tempo”

“Accogliamo con favore qualunque iniziativa giudiziaria che contribuisca a rompere un’impunità che dura da troppo tempo”, ha commentato Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla. “Quello che abbiamo subito – attacchi, intercettazioni illegali in acque internazionali, sequestri delle imbarcazioni, arresti e violenze – è grave e deve avere conseguenze sul piano della giustizia internazionale”, ha aggiunto.