Quest’anno i titoloni fuori dalle edicole a Bocca di Magra mi sembrano un po’ fiacchi e meno divertenti. Mi rifugio in un romanzo di Kelley: ambientazione newyorkese, ma atmosfere gotiche e sante gaelicheSabato (scorso) Devo averlo già detto l’anno scorso: qui, a Bocca di Magra, mi fermo ogni mattina a leggere le locandine dei giornali esposti, come si usa in Toscana e in Liguria, davanti all’edicola sul lungofiume. Quando quasi mezzo secolo fa lavoravo a Firenze, l’ultima cosa che toccava fare, quando il giornale era chiuso, era dettare i titoli principali per la locandina (l’equivalente cartaceo degli strilloni per strada di una volta). Si dettavano a una tipografia cittadina che poi stampava Antonio D'OrricoAntonio D’Orrico, vite precedenti: governatore Club di Topolino, erede di Aldo Palazzeschi, cronista (Unità), inviato (Europeo), freelance (Epoca, Gente Viaggi, Vanity Fair), direttore (Leggere), direttore editoriale (Baldini & Castoldi), caporedattore e inviato speciale (Corriere della Sera), autore (Cambiare vita, Momenti di gloria, premio Coni 1991, Come vendere un milione di copie e vivere felici)
Tra i fact checker e Dimpna, e con le locandine dei giornali
Quest’anno i titoloni fuori dalle edicole a Bocca di Magra mi sembrano un po’ fiacchi e meno divertenti. Mi rifugio in un romanzo di Kelley: ambientazione newyorkese, ma atmosfere gotiche e sante gaeliche







