Una cultura dall'identità "imperfetta" perché plasmata da un mare solcato, attraversato da popoli che l'hanno sporcata rendendola una "commistione". Un palcoscenico che ha le radici nella storia popolare del Salento, che si lascia guidare dalle vie del Mediterraneo e che celebra gli 80 anni di una Repubblica nata sul sangue, tributo di partigiani e antifascisti che lottarono per difendere la libertà della loro terra. La Notte della Taranta, che domani a Melpignano (Lecce) attende di festeggiare la pizzica salentina, per la sua 29/a edizione vuole stupire, emozionare ma anche raccontare di chi si vuole opporre alle ingiustizie legate ai luoghi in cui è radicato. E a narrarlo in musica è il brano inedito firmato dal maestro concertatore, Ermal Meta.

Il titolo è "Nu simu nienti" ovvero "Non siamo niente" e racchiude "un messaggio rivolto a quello che sta accadendo adesso, troppo più spesso, nel mondo" quando "grandi poteri cercano di impossessarsi della terra che appartiene a delle persone semplici, per distruggerla quando non ce n'è bisogno", ha spiegato Meta che ha anche riarrangiato l'inno di Mameli con cui si aprirà la serata. "Da quel 2 giugno, figli di partigiani e di antifascisti coinvolti in quella scelta (referendaria, ndr) scesero in strada e nei teatri perché avevano compreso che quella scelta aveva l'odore della libertà", ha detto il presidente della fondazione Notte della Taranta, Massimo Bray, chiarendo che "Ermal ha preparato l'Inno in modo strumentale come omaggio a questi 80 anni".