Gli esami medici appartengono al padre di Diego Armando Maradona, don Diego, morto nel 2015, e non al fuoriclasse argentino scomparso nel 2020. È questo il nuovo elemento che ha deviato, ancora una volta, il processo sulla morte del campione. La difesa ha infatti contestato l’attribuzione di alcuni risultati relativi alla funzionalità renale presentati durante il procedimento in corso a San Isidro, in Argentina. Il tribunale ha deciso di interrompere le udienze e fissare un nuovo appuntamento per il 27 agosto, quando dovrà essere verificata l’effettiva identità del paziente a cui appartengono gli esami.
La contestazione riguarda una serie di documenti clinici collegati a una presunta insufficienza renale. Secondo i legali degli imputati, quelle analisi non sono state effettuate su Maradona, ma sul padre, che aveva lo stesso nome del figlio. Una circostanza che potrebbe avere conseguenze rilevanti sul procedimento, tanto che il presidente del tribunale, Alberto Baque, ha disposto una verifica specifica. L’obiettivo sarà stabilire se i risultati depositati agli atti siano effettivamente riconducibili a Diego Armando Maradona oppure a un’altra persona.
Per questo motivo il collegio ha aggiornato l’udienza al 27 agosto, data nella quale si cercherà di fare luce sulla provenienza della documentazione. Il processo vede imputati sette professionisti sanitari, chiamati a rispondere delle presunte responsabilità nelle cure garantite a Maradona nei giorni che hanno preceduto la sua morte. Il secondo procedimento era iniziato lo scorso aprile e si trovava ormai nelle fasi finali, prima che la questione relativa agli esami renali introducesse un nuovo elemento di incertezza. Non è la prima interruzione nel percorso giudiziario legato alla morte dell’ex numero 10. Il precedente processo era stato infatti annullato nel 2025, dopo circa due mesi e mezzo di udienze. Alla base della decisione c’erano le rivelazioni sulla partecipazione di uno dei giudici a un documentario realizzato clandestinamente sul caso, circostanza che aveva compromesso la regolarità del dibattimento.











