Sono almeno sei i morti e 52 i feriti, di cui sei bambini, causati dai due attacchi delle forze russe con droni su un centro commerciale di Kryvyj Rih, in Ucraina. Si tratta della città natale del presidente Volodymyr Zelensky che in un post su X definisce il raid “un atto terroristico cinico e spregevole”. Tra i russi, invece, si contano almeno due persone morte e altre quattro ferite a seguito di un attacco delle forze armate ucraine contro un minivan che ha preso fuoco nel distretto di Amvrosievsky, nella parte della regione di Donetsk controllata da Mosca. Nel frattempo, da Berlino arriva la conferma che alcuni soldati ucraini stanno approfittando dell’addestramento in Germania per disertare.
Sul fronte russo, nella notte è anche scoppiato un incendio nella raffineria di petrolio Lukoil-Permnefteorgsintez, nella città di Perm, dopo un attacco di droni ucraini. Si tratta di una delle più grandi raffinerie della Russia. Lavora oltre 13 milioni di tonnellate di petrolio all’anno, producendo in particolare benzina di alta qualità, gasolio, cherosene per aviazione e lubrificanti. L’impianto è un polo industriale chiave nella regione e uno dei più tecnologicamente avanzati della Russia e fornisce carburante al mercato interno e ai paesi di esportazione. Il presidente ucraino ha confermato l’attacco sui social: “I nostri raid in profondità hanno colpito una raffineria di petrolio a Perm, a oltre 1.600 chilometri dal confine, e la base aerea militare di Marinovka nella regione di Volgograd”, scrive.









