La festa, la gara, gli impianti sportivi eredità da non disperdere. Ma se Taranto in questi giorni è sotto i riflettori è per il suo ruolo di ponte tra popoli e culture dell'area Med, per due settimane un crocevia diplomatico di relazioni. Se ne dice convinto anche Massimo Ferrarese, presidente del Comitato organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo, nelle ore in cui la città accoglie i rappresentanti di 26 Paesi, oltre 3.800 atleti e delegazioni da tutto il Mediterraneo.
Dopo l'auspicio di Papa Leone XIV all'Angelus di domenica, ieri il monito del presidente Mattarella sul Mediterraneo attraversato da conflitti, violenze e crisi migratorie. "L'impegno - le parole del Capo dello Stato - va rivolto all'obiettivo di farlo tornare a essere fonte di civiltà, luogo del dialogo e del confronto. I Giochi del Mediterraneo possono diventare profezia di pace e fratellanza".
"E' così - osserva Ferrarese - Taranto può svolgere un ruolo anche su questioni delicate che hanno a che fare con lo scenario internazionale. in questo senso so che ci sono già stati discorsi di questo tipo tra le delegazioni e i Capi di Stato che sono arrivati in queste ore. Qualche incontro in questo senso c'è già stato". Alla cerimonia di stasera sono annunciati quattro Capi di Stato (di Albania, Kosovo, Macedonia del Nord e Libano) oltre ai primi ministri di Algeria e Serbia. Dieci i ministri dello Sport in rappresentanza di altrettanti Paesi stranieri. "La cerimonia di oggi al Castello Aragonese con i Capi di Stato può rappresentare un ulteriore momento nel quale, insieme alla presidente del Consiglio e agli altri rappresentanti istituzionali, si possono affrontare questi temi".









