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Redazione Milano

Il pubblico ministero milanese, tra i protagonisti di grandi inchieste - da Mani Pulite al caso Mediaset - ha deciso di lasciare la magistratura a poco più di un anno dalla pensione. La scelta poche settimane dopo l’assoluzione definitiva nel processo Eni-Nigeria

Fabio De Pasquale lascia la magistratura. Il pm della Procura di Milano, uno dei volti più conosciuti della storia giudiziaria italiana degli ultimi decenni, ha deciso di uscire dall’ordinamento giudiziario a 69 anni, senza aspettare il settembre 2027, quando avrebbe compiuto 70 anni e sarebbe arrivato alla pensione. La decisione è stata formalizzata il 9 luglio, poche settimane dopo la sentenza con cui la Cassazione ha cancellato definitivamente la condanna che aveva segnato gli ultimi anni della sua carriera. A persone a lui vicine, secondo quanto riferito da La Stampa, De Pasquale avrebbe spiegato la scelta con parole nette: «Non aveva più senso continuare e non mi ritrovo più in questa magistratura». Una frase che chiude una carriera cominciata nel 1987 e attraversata dalle principali stagioni della giustizia milanese. De Pasquale è stato uno dei pm di punta di Mani Pulite e nel 2001 avviò l’inchiesta sulla compravendita dei diritti televisivi Mediaset, arrivata fino alla condanna definitiva di Silvio Berlusconi. È stato inoltre il pm che ottenne la prima condanna definitiva di Bettino Craxi. Dal 2017 era procuratore aggiunto a Milano e guidava il pool che si occupava di corruzione internazionale. Ruolo che, nel 2024, non fu confermato dal Csm: il plenum aveva motivato la decisione con un giudizio negativo sui requisiti di imparzialità ed equilibrio, collegandolo in particolare alla gestione del processo Eni-Nigeria. Da allora De Pasquale era tornato a fare il sostituto procuratore.