Rimini, 21 ago. (askanews) – “L’immigrazione non è un’emergenza, ma una vicenda strutturale che dobbiamo affrontare come tale, con accordi di collaborazione bilaterali e multilaterali con i paesi di provenienza, dando loro l’opportunità di condividere con noi le soluzioni, senza imporle”. Lo ha detto il ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, in un punto stampa al Meeting di Rimini.
Il riferimento è al lavoro del ministero sul Piano Mattei con università, ricerca e Afam: “Piano Mattei significa creare le condizioni perché il rapporto con l’Africa sia un rapporto di partnership continuativa e il modo attraverso cui il capitale umano si sposta sia organizzato, programmato e condiviso. Un lavoro da fare non per l’Africa, ma con l’Africa. Non a caso si parla di Piano Mattei, perché l’idea di Mattei era quella di far crescere insieme le nostre classi dirigenti, per fare in modo che si potessero parlare e parlassero una lingua comune”, ha spiegato la ministra.
Sono quindici, ha ricordato, gli accordi di collaborazione già siglati con paesi africani. Tra questi il Kenya, “dove abbiamo già attivato la condivisione di infrastrutture di ricerca” con il Tecnopolo di Bologna, “l’infrastruttura di ricerca più potente che abbiamo finanziato dal 2022 a oggi, seconda per potenza di calcolo nel mondo”: “Verranno studenti, ricercatori e professori kenioti, alcuni sono già venuti, altri arriveranno a settembre, per condividere le conoscenze sull’intelligenza artificiale, sulle tecnologie quantistiche e sul modo di utilizzare l’Ia per fare agricoltura tecnologica”.










