Rimini, 21 ago. (askanews) – “Quella notizia ci è piombata addosso come se ci fosse crollato il cielo sulla testa, non ce l’aspettavamo minimamente”. Nassera Kermiche, madre di Adel, uno dei due attentatori che il 26 luglio 2016 uccisero padre Jacques Hamel nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, ha raccontato al Meeting di Rimini le ore in cui la sua vita è cambiata. “Per me quel giorno era cominciato molto presto. Vidi mio figlio alle 7,30, forse Dio ha voluto concedermi un’ultima volta per vederlo. Gli chiesi come mai era sveglio così presto e mi disse ‘mi sono svegliato’. Lo invitai a tornare a letto. Tornai in camera, accesi la tv, mi riaddormentai”.
Poi la telefonata del commissario: “Mi chiedeva se Adel era in casa, io l’avevo visto poco prima, davo per scontato che fosse ancora in casa e dissi di sì. Vado a controllare e vedo che non c’è più. Chiedo perché mi ha chiamato e mi risponde: c’è stato un attentato alla chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray. Non mi aspettavo assolutamente questa notizia”. La televisione parlava di un attacco senza fornire dettagli. Kermiche ha mandato la figlia verso la chiesa: “Dopo un po’ mi chiama per dirmi che era tutto bloccato, c’era troppa gente, nessuno riusciva a vedere nulla”.













