"È evidente che pensavo sarebbe stato più facile con lui, viste le nostre posizioni convergenti su immigrazione e cultura 'woke'", ha detto la premier al quotidiano statunitense, "ma le cose sono andate diversamente. Sentirci a breve? Vedremo". E sui social: "Sui migranti respinte 80mila richieste, la sinistra le avrebbe accolte"

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"È evidente che pensavo sarebbe stato più facile con Donald Trump, viste le nostre posizioni convergenti su immigrazione e cultura 'woke'", ma "le cose sono andate diversamente". Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un'intervista al New Yok Times. Meloni ha ammesso che con il presidente americano non si parlano da diverse settimane e alla domanda se lei e Trump avranno modo di confrontarsi dopo la pausa estiva, ha detto: "Beh, vedremo". Ma, ha aggiunto, "continuo a ritenere che l'unità dell'Occidente sia fondamentale. Non decido la strategia italiana in base ai miei rapporti personali". Non mi piace l'idea di un'Italia sottomessa, un'Italia che si considera inferiore alle altre", ha proseguito la premier, il cui obiettivo è realizzare "la più grande rivoluzione possibile in questa nazione: una rivoluzione dell'orgoglio". "Non mi piace che gli altri mi dicano quali sono i miei limiti", ha detto ancora nell'intervista. "Un 'no' è una delle cose che più mi mobilita". Poi, a proposito delle polemiche legate al genere della sua carica, ha aggiunto: "Ciò che mi interessa è se sono libera di diventare presidente del Consiglio dei ministri. Questa è uguaglianza, non essere chiamata 'la presidente'".