A soli tredici anni aggrediva e perseguitava le sue coetanee, ora che di anni ne ha diciannove Elisa Vardoni fa volontariato con anziani e bambini, gioca a calcio nel Siena in Serie C e partecipa alle selezioni di Miss Italia. Un percorso di riabilitazione seguito dalla giustizia minorile che si è concluso lo scorso maggio, cominciato dopo le denunce delle vittime e l’intervento della polizia: “Ho commesso un grave errore, ero quasi plagiata e non volevo essere estromessa dal gruppo e restare sola“, racconta oggi.
Ora che la sua vita è cambiata e mentre si prepara a frequentare il quarto anno di un istituto tecnico, ha aggiunto l’esperienza allo storico concorso di bellezza. Ha raggiunto la finale di Miss Italia del 30 agosto, con la speranza poi di proseguire il suo cammino nel concorso nazionale guidato da Patrizia Mirigliani. La vicenda che l’ha coinvolta ebbe molto clamore, nel periodo successivo al Covid, allora tredicenne per essere accettata dalla compagnia di coetanei aveva dovuto superare una sorta di “prova coraggio”: offendere e aggredite altre ragazzine, epidosi che vennero filmati e rilanciati sui social.
Le vittime denunciarono quanto accaduto e le famiglie chiesero l’intervento della autorità, scattarono i provvedimenti e la baby gang venne individuata e smantellata. Il percorso riabilitativo e giudiziario ha trasformato radicalmente la sua vita, è stata sottoposta a un programma di recupero con lavori socialmente utili. Alla Misericordia di Siena, assiste anziani soli e bambini, impegno che continua a portare avanti con regolarità anche dopo la fine del percorso di riabilitazione. Ha chiuso le pendenze con la giustizia: “Ora la mia vita è fatta di studio, vita di contrada, volontariato e calcio che è la mia passione. Gioco nel Siena femminile in serie C”, spiega. E ora c’è anche la partecipazione a Miss Italia e il sogno della finale nazionale.







