Ventitremila fulmini in dodici ore – tra le 11 e le 23 di ieri, di cui oltre 8mila concentrati nelle sole due ore tra le 21 e le 23 –, raffiche di vento superiori ai 110 km/h e oltre 128 millimetri di pioggia caduti in un’ora a Bagnone, in Lunigiana. Mentre in Toscana si contano i danni provocati dalla violenta perturbazione transitata nella notte (l’allerta meteo arancione è attiva fino alle 18 di oggi), nella Bergamasca sei Comuni sono rimasti isolati e circa 330 persone sono state coinvolte nelle operazioni di evacuazione. La pausa dal caldo estremo, con la quarta ondata di calore dell’estate che ha allentato la morsa sul centronord solo pochi giorni fa, come atteso ha portato le prime allerte per nubifragi.
In Toscana le criticità più rilevanti si registrano in provincia di Pistoia. A Larciano sono stati segnalati danni ad abitazioni, edifici produttivi, impianti fotovoltaici e altre strutture; a Pescia è crollato un lungo tratto della recinzione dello stadio comunale.
La Regione ha già convocato l’unità di crisi per coordinare gli interventi di messa in sicurezza e il ripristino della viabilità e dei servizi essenziali. «Raffiche di vento a 110 chilometri orari non si fermano con un’opera pubblica. Possiamo però limitarne le conseguenze – commenta il sottosegretario alla Presidenza della Toscana, Bernard Dika – controllando alberi e tetti, facendo manutenzione e prevenzione, pubblico e privati insieme. E poi c’è la responsabilità di ciascuno di noi. Perché davanti a fenomeni così violenti il rischio zero non esiste e, durante un’allerta, anche un comportamento prudente può evitare una tragedia. Per questo nelle prossime ore di maltempo serve mantenere la massima attenzione. La priorità è proteggere le persone».













