Cocaina venduta davanti a una delle portinerie dello stabilimento ex Ilva e denaro estorto a due operai responsabili di un presunto furto di droga. È quanto emerge dagli atti d’inchiesta costati l’arresto a un 37enne tarantino, fermato dai carabinieri della Compagnia di Massafra agli ordini del capitano Gerardo Manzolillo il 18 agosto mentre intascava parte del denaro preteso dai due operai. Difeso dall’avvocato Pasquale Blasi, l’indagato è finito in carcere con l’accusa di estorsione e detenzione e spaccio di stupefacenti: al termine della convalida il gip Mariano Robertiello ha infine confermato la custodia in cella. Le indagini sono partite dalla denuncia presentata dalle due vittime il 28 luglio: ai militari dell’Arma della stazione di Mottola, le vittime hanno raccontato di aver conosciuto l’indagato l’estate scorsa davanti a una delle portinerie dello stabilimento, notando un via vai di persone da un chiosco e l’uomo intento a spacciare droga.

Si erano quindi avvicinati per comprare cocaina e da allora, fino a gennaio di quest’anno, avevano acquistato da lui regolarmente. Fino a quando, nel gennaio di quest’anno, il tarantino li avrebbe accusati di aver rubato 50 grammi di cocaina pretendendo per quell’ammanco 3mila euro. Da allora sarebbero quindi iniziate le minacce, come quella di portarli in Città vecchia per farli picchiare e sparare. Così, spaventati, i due operai hanno deciso di chiudere la questione pagando, tra febbraio e marzo, e dando i soldi al familiare (gestore del chiosco) del 37enne, perché nel frattempo l’indagato era stato arrestato per altri reati. Una questione che sembrava chiusa per sempre: fino a metà luglio, quando, al termine di un turno di lavoro, i due uomini sono stati raggiunti dall’indagato con la stessa pretesa economica.