Pubblicato il: 21/08/2026 – 11:06
REGGIO CALABRIA Sarà soprattutto l’autopsia, prevista nei prossimi giorni, a fornire elementi decisivi per chiarire le cause della morte di Franco Fava, operaio edile di 55 anni, sposato e padre di due gemelle di 14 anni, deceduto nel pomeriggio di Ferragosto nella sua abitazione di Stignano. L’esame autoptico si aggiungerà agli accertamenti tecnico-scientifici eseguiti nell’abitazione dagli specialisti della Sis (Servizio investigazioni scientifiche) dei carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, che contribuiranno a ricostruire con maggiore precisione i diversi passaggi della tragedia familiare. Secondo quanto finora emerso, Fava sarebbe morto a distanza di pochi minuti da un acceso litigio avuto in casa con la moglie, Simona Cuscunà, 47 anni, originaria di Ferruzzano e successivamente iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Locri. Nei suoi confronti, allo stato, risulta adottato esclusivamente questo provvedimento. La discussione, che non sarebbe stata la prima tra i due coniugi negli ultimi tempi, si sarebbe sviluppata in diverse stanze dell’abitazione, successivamente trovata in parte a soqquadro dai carabinieri. Nel corso della lite, Fava sarebbe improvvisamente caduto all’indietro, colpendo con estrema violenza la nuca contro il pavimento della cucina. L’impatto, secondo la ricostruzione finora emersa e ancora da verificare attraverso l’autopsia, avrebbe provocato all’uomo una quasi completa perdita di conoscenza. Le sue condizioni sarebbero poi rapidamente peggiorate fino a determinare il decesso nel giro di pochi minuti.






