La pavimentazione ancora non c’è, giusto per citare un esempio. Ma di lavoro da fare, dentro l’area che dovrà tornare, prima o poi, ad ospitare il “vero” mercato Vascone, ancora ce n’è abbastanza. Al punto che la giunta Basile, due giorni fa, ha dovuto fissare l’ennesima proroga per il completamento degli interventi di riqualificazione: non più 31 agosto, come deciso a giugno, ma 30 settembre. Nell’atto esitato dall’amministrazione comunale si fissano anche i tempi per il trasferimento degli operatori dalla sede attuale, il parcheggio di interscambio di via Catania – il mercato “provvisorio” da ormai un anno e mezzo –, a quella definitiva: un “ritorno a casa” che dovrebbe avvenire nel mese di ottobre, quando, nelle previsioni, dovrebbe avvenire la riapertura. Ma dopo tanti rinvii, stop ai lavori, varianti, intoppi vari, chi si sbilancia più?

Dopo lo sgombero avvenuto a marzo del 2025 e il trasferimento dei mercatali nel dirimpettaio parcheggio, quello tra il Gran Camposanto e la villa Dante, i lavori si sarebbero dovuti concludere a novembre dell’anno scorso. È evidente come le cose non siano andato come previsto, anzi: fra solleciti, diffide, false partenze e ipotesi di rescissione, la lunga fase di stallo si è sbloccata solo con la cessione delle opere ad un’azienda subappaltatrice, la messinese Ecomonitor Società cooperativa, di fatto subentrata alla SL Infastrutture, con la quale il Comune ha vissuto anche diversi momenti di frizione.