«Le conseguenze della guerra devono ritornare da dove sono venute», ha scritto Zelensky su X, ribadendo la linea adottata dall’Ucraina: colpire infrastrutture energetiche e militari considerate fondamentali per sostenere lo sforzo bellico russo. La rivendicazione del presidente ucraino si inserisce in una fase caratterizzata dall’intensificazione degli attacchi con droni a lungo raggio contro impianti industriali, depositi logistici e basi militari situati nelle regioni più interne della Federazione Russa. Le autorità russe non hanno fornito, al momento, un bilancio dettagliato dei possibili danni provocati dai raid. Come accade frequentemente nel conflitto, le informazioni provenienti dalle parti coinvolte non risultano immediatamente verificabili in modo indipendente.
Nel frattempo, in Germania, le autorità di sicurezza hanno scoperto un presunto deposito clandestino di armi nei pressi di Berlino. Secondo quanto riferito da NDR, WDR e Süddeutsche Zeitung, il materiale sarebbe stato trovato alla fine dell’estate scorsa in un’area boschiva, dopo una segnalazione. Gli investigatori sospettano che le armi possano essere di origine russa e che fossero destinate a persone incaricate di compiere attentati.






