Creò l'auto più famosa del cinema, poi finì nella trappola dell'FBI
Assolto in tribunale, sconfitto dallo scandalo, salvato dal mito: l'incredibile storia di John DeLorean
Ci sono uomini che costruiscono automobili. E poi c'è John DeLorean, uno che sembrava voler costruire se stesso. Più alto, più elegante, più arrogante di tutti. Completo italiano, capelli d'argento, sorriso da divo. Negli anni 70 era la rockstar di Detroit, l'uomo che aveva lasciato la General Motors per inseguire un sogno con il proprio nome sul cofano. La DMC-12, con le sue porte ad ali di gabbiano e la carrozzeria in acciaio inox, doveva cambiare il mondo. Invece finì per diventare il simbolo di un sogno infranto. Quando i soldi iniziarono a finire, la fabbrica di Dunmurry, in Irlanda del Nord, bruciava milioni di dollari ogni settimana. I finanziatori pretendevano risultati, il governo britannico chiedeva spiegazioni, le banche chiudevano i rubinetti. Intorno a DeLorean si creò un vuoto. Ed è proprio lì che arrivarono gli avvoltoi. Nell'estate del 1982 gli presentano James Hoffman, apparentemente un investitore disposto a salvare l'azienda. In realtà è un ex trafficante diventato informatore dell'Fbi. L'offerta è semplice: finanziare la rinascita della DeLorean Motor Company attraverso un traffico di cocaina da 24 milioni di dollari. DeLorean ascolta, tratta e si siede davanti alle telecamere nascoste senza saperlo. Sul tavolo compare una valigetta piena di panetti di cocaina. Li osserva e pronuncia la frase che lo perseguiterà per sempre: «It's better than gold», è meglio dell'oro. Quelle immagini e soprattutto quella frase, detta quasi con ingenuità più che con cupidigia, fanno il giro del mondo. John DeLorean viene arrestato in giacca e cravatta, ammanettato davanti ai fotografi. Per tutti è già colpevole. Ma al processo gli avvocati dimostrano che l'Fbi ha costruito l'operazione inducendolo al reato: è il principio dell'"entrapment". Nel 1984 la giuria lo assolve. Legalmente è innocente, ma la sua azienda è fallita e il suo nome ormai sinonimo di scandalo. Nessun tribunale può restituirgli la reputazione. Eppure lui e la sua auto entreranno nel mito. Nel 1985 la DMC-12 diventa la macchina del tempo di "Ritorno al futuro". Per milioni di persone nel mondo sarà semplicemente "la DeLorean", non più il simbolo di un fallimento, ma un'icona della cultura pop globale. E forse è questo il vero paradosso di John: fallire come imprenditore, ma diventare immortale grazie all'auto che avrebbe dovuto salvarlo.







