Volodymyr Zhuravlev, l’ucraino arrestato mercoledì a Pola, in Croazia, nell’ambito delle indagini sugli attentati al gasdotto Nord Stream, stava lavorando come consulente al film “Snake Island” di Doug Liman che racconta proprio il sabotaggio. Lo riportano i media tedeschi. Secondo quanto ricostruito il regista Liman era arrivato a Zagabria per girare il suo ultimo thriller politico di finzione. Il soggetto: le esplosioni del Nord Stream del 2022, in cui una squadra di sommozzatori ucraini avrebbe fatto saltare in aria un gasdotto che riforniva di gas naturale russo la Germania. In Croazia erano già iniziate le riprese del film che contava nel cast Sean Penn e Adrien Brody, visti a Zagabria insieme a una troupe cinematografica. Il regista hollywoodiano Liman aveva deciso di girare alcune scene anche a Pola. Foto pubblicate dai media croati dal set di Snake Island mostrano Brody davanti al lussuoso hotel Esplanade, mentre parla al cellulare e Liman gli dà istruzioni. Penn non era presente sul set, ma era già stato avvistato all'interno dello storico edificio nel centro di Zagabria. Qui è stato notato Volodymyr Zhuravlev, uno dei principali sospettati del sabotaggio. I media tedeschi hanno affermato che stava lavorando come consulente al film di Liman. Zhuravlev era sfuggito due volte alle autorità tedesche: una volta sarebbe fuggito dalla Polonia nel bagagliaio di un'auto diplomatica, e in un'altra occasione sarebbe stato rilasciato da un tribunale. Mercoledì, però, la fortuna di Zhuravlev è finita. Le manette sono scattate nella città croata di Pola. Non è chiaro chi abbia allertato le autorità e cosa stesse facendo esattamente Zhuravlev in Croazia, e la casa di produzione del film non ha ancora rilasciato spiegazioni. I procuratori federali tedeschi hanno affermato che le forze di polizia locali lo hanno arrestato in virtù di un mandato d'arresto europeo. Hanno descritto Zhuravlev come un subacqueo professionista ed esperto, e hanno affermato che faceva parte di un gruppo guidato da un altro ucraino, Serhii K, estradato in Germania dall'Italia nel 2025. Entrambi avevano legami con entità statali ucraine, hanno suggerito i procuratori, e avevano piazzato esplosivi per conto dei loro oscuri superiori dei servizi segreti. I due sommozzatori ucraini hanno negato qualsiasi coinvolgimento nelle esplosioni sottomarine, avvenute al largo dell'isola danese di Bornholm. Il governo ucraino ha affermato di non avere nulla a che fare con il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream e ha dichiarato di voler accertare le "vere circostanze" dell'incidente, sottolineando che si è verificato nel contesto della «guerra aggressiva della Russia contro l'Ucraina». Gli avvocati di Zhuravlev cercheranno ora di impedire che il loro cliente venga estradato in Germania, dove rischia una lunga pena detentiva in caso di condanna.