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Francesco Bertolino

Comunque vada a finire la sfida fra Mps e Intesa, il settore bancario va verso una consistente riduzione degli attori in campo, con possibili conseguenze sull’offerta di prestiti e sul numero delle filiali. Boom delle remunerazioni per gli azionisti: gli istituti Ue pronti a pagare 228 miliardi nel 2026

Banche più grandi, profittevoli e capaci di proiettarsi in Europa, da un lato. Meno concorrenza nel credito e nei servizi alle famiglie e imprese, dall’altro. Comunque si concluda la disfida fra Intesa Sanpaolo e Mps, questo sarà l’esito della grande partita di risiko che ormai da mesi si gioca in Italia a colpi di offerte pubbliche di acquisto (opa), di scambio (ops) e miste (opas).Qual è la differenza fra opa, ops e opas?Un’opa è un’offerta di acquisizione tutta in denaro. Un’ops è invece uno scambio: il pretendente propone ai soci della «preda» di diventare suoi azionisti. Un’opas, infine, è una combinazione delle due: l’acquirente mette sul piatto sia suoi titoli sia denaro.

Chi ha mosso per primo sul tavolo del risiko bancario italiano?UniCredit che, dopo aver comprato una quota nella banca tedesca Commerzbank, ha lanciato a novembre del 2024 un’ops per rilevare Banco Bpm, salvo poi rinunciare all’offerta a causa delle condizioni imposte dal governo italiano. Dieci mesi più tardi è stata Mps a muovere su Mediobanca con un’opas che invece è andata in porto, consentendo all’istituto senese di acquisire non solo la storica banca d’affari milanese ma anche la partecipazione del 13% di Assicurazioni Generali da essa custodita.