TRENTO. Mentre in Lombardia i principali esponenti della Lega, dal presidente della Regione, Attilio Fontana, al segretario regionale e capogruppo in Senato, Massimiliano Romeo, non esitano a chiedere un passo indietro al segretario Matteo Salvini nel nome di un ritorno ai valori della Lega Nord più «territoriale e federalista», in Trentino i leghisti si dividono, mentre il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, appare sembra sempre più determinato a sollecitare una svolta.

Da mesi si muove in sintonia con le posizioni del governatore lombardo insieme a Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, e all'ex governatore del Veneto, Luca Zaia, per spingere Salvini a correggere la linea del partito.

A giugno, quando sembrava che si arrivasse a un coinvolgimento al vertice della Lega proprio di Zaia e Fedriga, in vista di un «conclave» di partito che avrebbe dovuto tenersi a luglio in Veneto e che poi è saltato, il trentino Fugatti aveva dichiarato: «Serve occuparsi del Nord e del tema territorio, federalismo e autonomia. Quello che la Lega sul territorio ha sempre fatto».A distanza di due mesi, con l'intervista al Corriere di Attilio Fontana, i governatori, che stanno lavorando anche alla nascita di un'associazione politica, una sorta di «corrente» interna, si mostrano sempre più decisi a non rinunciare al loro obiettivo e premono su Salvini.