Il MIT ha modificato geneticamente un batterio perch� funzioni come un transistor, e con quelle cellule ha stampato circuiti veri e propri su una piastra Petri. Lo studio, pubblicato su Nature Chemical Biology, descrive circuiti che sommano due o tre segnali in ingresso oppure smistano un segnale verso una destinazione precisa; il pi� grande allinea 24 colonie batteriche collegate fra loro. Ogni calcolo richiede circa otto ore.

In elettronica il transistor apre o chiude il passaggio della corrente. Nei circuiti biologici costruiti al MIT l'interruttore � una colonia di Pantoea agglomerans, un batterio che cresce sulle superfici, foglie e radici comprese, e a scorrere non � corrente ma un insieme di piccole molecole. I ricercatori hanno realizzato due tipi di transistor, entrambi comandati dalla molecola OC-6: uno si accende in sua presenza, l'altro si spegne. Ciascuno dei due rileva poi la molecola bersaglio OC-12 e, a seconda che questa sia presente e che l'interruttore sia attivo, produce in uscita la molecola OHC-14.

A trasportare il segnale ci pensano altri tre ceppi dello stesso batterio, che convertono l'OHC-14 in un ingresso leggibile dal transistor successivo e fanno da collegamento, come le piste di una scheda elettronica. Cinque ceppi in tutto, quindi: due transistor e tre rel�. "Abbiamo costruito alcuni componenti di architettura dei calcolatori fra i pi� comuni, ma con questi cinque ceppi si pu� costruire qualsiasi operazione", afferma Hamid Doosthosseini, ricercatore post-dottorato al MIT e primo autore dello studio.