I cedri abbattuti a Verona continuano a far discutere: Massignan critica l’amministrazione, la replica dell’assessore Benini.
La fine dei due storici cedri abbattuti a Verona, quello di piazza Indipendenza e quello di piazza Vittorio Veneto, continua a tenere banco in città. E la polemica, anche a cose ormai fatte, non si placa.
A riaccendere la miccia, tra gli altri, è Giorgio Massignan, presidente di Verona Polis. “Sono rimasto scosso – scrive Massignan – dalla reazione emotiva di tante e tanti veronesi per il taglio di due vecchi alberi che, da sempre, sono stati testimoni silenziosi della vita che si svolgeva nella zona dove, da molti decenni, le loro fronde regalavano ombra e fresco”.
Via i cedri di Verona: al loro posto un tiglio e una paulonia.
Ma quello che sembra non aver particolarmente gradito, Massignan, è il modo con il quale i due cedri sono stati abbattuti: “Se le perizie tecnico-scientifiche e i parametri di sicurezza non permettevano di mantenere una speranza di salvezza per quegli alberi, il modo in cui la vicenda è stata risolta è stato il più crudele e sbagliato. Si cita sempre la partecipazione dei cittadini alla vita della propria città, ma quando l’amministrazione pubblica decide di intervenire in maniera drastica, abbattendo dei vecchi e simbolici alberi, lo fa senza preoccuparsi di informare per tempo e di preparare i residenti, spiegando loro le motivazioni e accettando il confronto con altri tecnici scelti dagli abitanti e con altre perizie. Se i responsi fossero coincisi, i residenti se ne sarebbero fatti una ragione, mentre così il dubbio rimane”.







