Un ricercatore di sicurezza, noto online come Zerotistic, ha dimostrato che un computer Linux può interagire con i servizi privati di Apple normalmente utilizzati da Find My (app nota anche come Dov’è nel contesto italiano). Il sistema riesce a registrarsi come dispositivo autorizzato e a ricevere dati di posizione relativi a persone che avevano già scelto di condividere la propria posizione con l’account coinvolto.

Non si tratta, quindi, di un accesso casuale alle coordinate degli utenti né di un metodo per localizzare sconosciuti. La ricerca evidenzia piuttosto come autenticazione, certificati, chiavi crittografiche e protocolli proprietari possano essere ricostruiti al di fuori di iOS e macOS, fino a convincere l’infrastruttura Apple a trattare Linux come un client compatibile.

Come Linux supera i controlli di Apple

Find My ha ampliato le proprie funzioni nel 2019, con iOS 13, iPadOS 13.1 e macOS 10.15, introducendo anche il rintracciamento offline. In questo scenario, i dispositivi Apple vicini rilevano via Bluetooth gli apparati smarriti e inoltrano la posizione in forma cifrata. Apple descrive l’architettura come end-to-end, con chiavi private che non vengono trasmesse ai suoi server.