Marina Berlusconi e Antonio Tajani (Ansa)

Powered by

A circa un anno dalle elezioni politiche, in vista della preparazione delle liste con i candidati, dentro Forza Italia non si è mai sentita come questa estate la mancanza di Silvio Berlusconi. Perché tra gli azzurri ci si ricorda bene come un tempo ad Arcore quelle liste non erano mai veramente chiuse.

Dai territori arrivavano i nomi, passavano attraverso i coordinatori regionali e il vertice nazionale, poi finivano davanti al Cavaliere. E fino all’ultimo momento poteva arrivare il suo «ritocchino»: c’è chi saliva, qualcuno scendeva, spesso altri sparivano. Berlusconi teneva conto delle diverse anime del partito, ma, soprattutto, dei suoi personali desiderata.

Una cosa, di sicuro, non cambiava mai: alla fine decideva lui. È quello che manca oggi a Forza Italia. E che in tanti fuori dai microfoni raccontano con un pizzico di nostalgia. Del resto la macchina è rimasta per molti versi la stessa, molti segretari regionali sono i dirigenti di prima e Antonio Tajani ha voluto fortemente il nuovo Statuto e la stagione dei congressi. Ma senza Berlusconi tutti pensano di poter contare qualcosa in più.