Tre pietre raccolte in un agrumeto e una maglietta che nessuno riesce a trovare. Comincia da qui, dall’ultima scena di questa estate maledetta delle donne calabresi, l’indagine sull’omicidio di Carmela Bifano, la 72enne uccisa in un terreno agricolo di Corigliano-Rossano. Suo marito, Pietro Scintu, 76 anni, è stato fermato perché indiziato del delitto. Lui continua a negare e ripete: “Amavo Carmela”. La Procura di Castrovillari, però, ritiene che nella sua ricostruzione ci siano contraddizioni, vuoti e passaggi ancora da chiarire.

È l’ultimo caso di una sequenza cominciata nel cuore di agosto. Pochi giorni prima, nella notte di Ferragosto, Ornella Forastefano, 46 anni, era morta dopo una brutale aggressione. Qualcuno l’aveva abbandonata agonizzante davanti all’ingresso del Pronto soccorso di Trebisacce. Per il delitto è stato fermato il compagno, Elvis Metvelaj, 42 anni, detenuto nel carcere di Bari. Due donne uccise nel giro di pochi giorni. Attorno, una costellazione di minacce, aggressioni e violenze domestiche che non hanno avuto lo stesso epilogo soltanto perché qualcuno è intervenuto in tempo.

Carmela, le tre pietre e il mistero della maglietta

Per 35 anni Pietro Scintu e Carmela Bifano avevano condiviso matrimonio, famiglia e interessi economici. Davanti agli investigatori, l’uomo avrebbe descritto la moglie come il punto di riferimento della casa: era lei a occuparsi delle finanze e dei rapporti con le aziende agricole. Lui, ha raccontato, dipendeva da Carmela persino per una ricarica telefonica.