Debutto stagionale opaco per l’Atalanta che non va oltre lo 0-0 nell’andata dei playoff di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv. Bergamaschi appesantiti, a tratti persino in difficoltà contro gli israeliani, che sprecano almeno un’occasione gigantesca nel primo tempo: enorme Carnesecchi in uscita su tiro a colpo sicuro di Boateng. I nerazzurri sono parsi imballati, molto più impegnati a fare il compitino e a rispettare le direttive del nuovo 4-3-3 del tecnico Sarri; poca brillantezza davanti, giustificabile anche con l’assenza di De Ketelaere, buon impatto di Krstovic dalla panchina. Nulla è pregiudicato in vista del ritorno giovedì prossimo in Ungheria, in campo neutro, ma la Dea dovrà farsi trovare più pronta. Da valutare le condizioni di Scalvini, uscito nel primo tempo per una botta alla caviglia.Bergamo ieri comunque blindata per questa partita che era finita sotto la lente d’ingrandimento a causa del presidio organizzato nel pomeriggio da un gruppo di attivisti con lo slogan «Diamo un calcio al sionismo»: obiettivo, protestare contro la presenza dei club israeliani nelle competizioni Uefa. Tra la pioggia battente e un rafforzamento dei controlli delle forze dell’ordine in città (circa 500 agenti utilizzati) alla fine si sono ritrovati solamente un centinaio di attivisti proPal e di sindacalisti locali. Nessun problema nemmeno per i mille supporter dell’Hapoel, tifoseria considerata “di sinistra” e un generale critica verso il governo di Netanyahu, scortati fin dentro lo stadio dopo essersi visti rifiutare dalle autorità un corteo in centro a Bergamo.
Conference: Atalanta imballata, debutto opaco e senza gol
L’israeliana Hapoel resiste. Presidio proPal in città, divieto di bandiere allo stadio










