I controlli sono un intralcio. Il fiato dei magistrati sul collo dà fastidio. Perché in Ucraina la corruzione “non bisogna combatterla, bisogna controllarla”. Dal nuovo materiale pubblicato dall’Autorità Nazionale anti-corruzione sull’operazione “Forrest Gump” che ieri ha portato alla rimozione di Iryna Mudra, vicecapo dell’ufficio di Volodymyr Zelensky, emerge il modo in cui quella che i magistrati definiscono una “organizzazione criminale” hanno provato a mettere sotto controllo le autorità indipendenti che a Kiev si occupano di lotta alle tangenti.

I magistrati li definiscono “tentativi di interferenza volti a introdurre persone da loro controllate all’interno della Nabu”. Il 9 giugno 2026, Mudra discute dell’elezione dei membri del Consiglio Pubblico di Controllo dell’Autorità, organo civico indipendente che ha il compito di garantire la trasparenza e vigilare sulle attività dell’ente. “Domani sarà l’elezione dei membri – dice la giurista in un’intercettazione – lì c’è la nostra Inna, c’è Anya che conosco. Come facciamo a raccogliere quanti più voti possibile?”. I membri vengono eletti dai cittadini con una votazione online sul sito ufficiale della Nabu. La soluzione escogitata consiste allora nel “bombardare” le chat private e i canali social gestiti dai complici per orientare i voti verso un candidato specifico, identificato con il cognome Chalov: “Puoi distribuirlo tu, in modo che ci siano anche le tue chat, così procediamo tutti verso lo stesso obiettivo”.