La Russia ha condotto un’esercitazione missilistica nelle acque e nei territori delle isole Curili meridionali, controllate da Mosca ma rivendicate dal Giappone. I lanci avvenuti proprio nella notte italiana tra giovedì e venerdì aumentano ulteriormente la tensione tra i due Paesi. La Flotta russa del Pacifico ha lanciato missili antinave Bastion, simulando un attacco contro navi nemiche e colpendo bersagli a oltre trecento chilometri di distanza. All’esercitazione hanno partecipato anche un sottomarino a propulsione nucleare e un incrociatore lanciamissili, secondo quanto riferito dalle autorità russe.

Il test arriva pochi giorni dopo la visita di Vladimir Putin a Etorofu, la maggiore delle quattro isole contese, che in Giappone sono chiamate Territori del Nord. È stata la prima visita del presidente russo nell’arcipelago e aveva già provocato una protesta diplomatica di Tokyo. Le esercitazioni della Flotta del Pacifico erano iniziate il 4 agosto e, secondo il Guardian, coinvolgono complessivamente circa sessanta navi e sottomarini, trenta tra aerei, elicotteri e droni e oltre tredic mila militari. Le manovre dovrebbero proseguire fino al 29 agosto.

Il ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi ha reagito duramente, dicendo che Tokyo «non può tollerare mosse volte a rafforzare la potenza militare sulle quattro Isole del Nord», perché contrarie alla posizione giapponese sulla disputa territoriale. «Il rafforzamento militare russo sulle quattro Isole del Nord – ha aggiunto – è contrario alla posizione del Giappone ed è inaccettabile».