Cercherà di far cadere l’accusa di omicidio preterintenzionale e trasformarlo in lesioni, l’avvocato della 30enne che ieri è stata scarcerata dopo che era finita in carcere per aver provato con il compagno a morire insieme. Il legale ha spiegato il cambio della strategia difensiva a Fanpage.it.
Non c'è mai stata alcuna volontà reale della ragazza a far del male al compagno: a dirlo a Fanpage.it è l‘avvocato Paolo Conti, legale della 30enne di Varese accusata di tentato omicidio del consenziente dopo che insieme al compagno avrebbe provato a togliersi la vita con delle lamette. La strategia difensiva che l'avvocato ora intende portare avanti è quella di puntare a far cadere l'accusa di tentato omicidio del consenziente e arrivare al solo reato di lesioni.
La ragazza ora sta bene, è uscita dal carcere dopo 20 giorni di reclusione. È tornata a casa dopo che il Tribunale del Riesame di Milano venerdì scorso, 14 agosto, ha accolto il ricorso presentato dal suo legale contro la misura cautelare in carcere disposta dal gip di Varese. La 30enne al momento si trova a casa dei genitori ma è sottoposta ad alcune restrizioni come l’obbligo di firma, il divieto di avvicinamento al suo ex compagno e il braccialetto elettronico. La storia dei due trentenni di Varese che il 24 luglio scorso, sotto effetto di alcol e droghe, avrebbero tentato di togliersi la vita insieme aveva sollevato grande scalpore. Ma come spiegato dall'avvocato Conti a Fanpage.it, dietro a questo gesto estremo si celerebbe in realtà un contesto segnato da profondo disagio e difficoltà psichiche.






