CAORLE - Un dramma dai contorni ancora tutti da chiarire, un pomeriggio qualunque d'estate che si trasforma improvvisamente in tragedia nell'hinterland di Caorle. Giovanni Gusso, cinquantotto anni, da tutti conosciuto in paese semplicemente come "Nani", è stato trovato privo di vita nella prima serata di ieri all'interno del garage della sua abitazione in via Ottava Presa al civico 96.
IL RITROVAMENTO A fare la terribile scoperta sono stati alcuni vicini di casa, insospettiti dal prolungato silenzio e da quella porta rimasta spalancata senza alcuna ragione apparentemente logica. La chiamata ai soccorsi è scattata attorno alle 19. Dalla centrale del Suem hanno così mobilitato le squadre di intervento. Sul posto si sono precipitati nel giro di pochi minuti i sanitari del 118 di Caorle, i Vigili del Fuoco arrivati dal distaccamento di Portogruaro e i Carabinieri della Compagnia locale. Ma per l'uomo, ex pescatore molto noto e stimato in tutta la comunità per la sua generosità e per la sua attitudine a non tirarsi mai indietro, non c'era ormai più nulla da fare. Il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso, avvenuto verosimilmente diverse ore prima, nel pieno del pomeriggio. INDAGINI Le indagini dei Carabinieri si presentano complesse e per certi versi enigmatiche. La scena comparsa davanti agli occhi degli inquirenti racconta di un normale pomeriggio dedicato ai lavoretti domestici: nel garage, infatti, sono stati rinvenuti numerosi attrezzi da lavoro con cui l'uomo era solito dilettarsi e trascorrere il proprio tempo libero. L'ipotesi primaria, scaturita da una prima e sommaria ricostruzione della dinamica, guarda a un tragico quanto fatale incidente domestico. Gusso sarebbe infatti stato colpito in pieno volto dall'erogatore di una bombola "da sub", di quelle adibite alle immersioni, staccatosi improvvisamente o esploso sotto la forte pressione. Il corpo dell'ex pescatore è stato rinvenuto con l'erogatore staccato, a due passi dal corpo, e con evidenti gravissimi segni traumatici al volto.C'è tuttavia un dettaglio che rende il quadro drammaticamente singolare: nessuno nell'intero vicinato ha udito boati, esplosioni o rumori sospetti nel corso delle ore pomeridiane. Nessuno ha visto nulla finché, attorno alle 19, lo sguardo di un vicino non si è posato su quella sagoma immobile a terra. Sulla vicenda la Procura e i Carabinieri mantengono il più stretto riserbo, in attesa che vengano completati i rilievi tecnici degli investigatori e che il magistrato di turno valuti l'eventuale disposizione dell'autopsia.Sul luogo del dramma si è stretta nel dolore la moglie Serena, sotto shock per una perdita improvvisa e inaccettabile che lascia un vuoto profondo nell'intera comunità di Ottava Presa di Caorle. La salma è stata trasferita nella cella del cimitero di Caorle.






