HomeMilanoCronacaTurista violentata a Calvairate: "Mi diceva ’Se urli, ti ammazzo’". Arrestato l’aguzzino di 25 anniLa 21enne appena arrivata in città aveva il telefono scarico. Lui l’ha costretta a seguirlo fino a casa sua. Dopo la notte da incubo, la giovane è fuggita e ha chiesto aiuto a un tranviere che ha chiamato i soccorsi. .Una manifestante durante un evento a Milano contro la violenza sulle donneRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguicidi Marianna Vazzana
"Mi tappava la bocca, minacciava di uccidermi se avessi urlato. Diceva che avrebbe continuato con le buone o con le cattive". Il viaggio in Italia è diventato un incubo per una turista colombiana di 21 anni che la notte del 9 agosto avrebbe solo voluto dormire in un ostello e che invece si è imbattuta in un giovane che l’ha costretta a seguirlo fino al suo alloggio in zona Calvairate per violentarla. Dopo gli accertamenti dei carabinieri, Josue Moises Q.V., venticinquenne peruviano, è stato arrestato per violenza sessuale. I militari hanno raccolto la testimonianza della vittima che è riuscita a scappare all’alba e a raggiungere il capolinea del tram 19 in via Monte Velino dove ha chiesto aiuto a un tranviere. È stato lui a dare l’allarme, mettendo in moto la macchina dei soccorsi e facendo scattare le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura. Poi il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per il presunto violentatore. La ragazza, in viaggio in Europa, era arrivata a Lampugnano da Venezia all’1.40 di domenica 9 agosto. Poi aveva raggiunto Lambrate con i mezzi pubblici per dirigersi a un ostello. Ma si è trovata in difficoltà, con il cellulare scarico in una città sconosciuta. A quel punto il venticinquenne peruviano, che lei non conosceva, le si è avvicinato. "Ti aiuto io". Ma una volta all’ostello, la ragazza non è riuscita a mostrare la propria prenotazione digitale, impossibilitata a usare il telefono, spento, e il giovane si è offerto di accompagnarla "da una sua connazionale che affittava stanze per la notte – ha riferito poi la vittima –. Io mi sono impaurita, gli ho chiesto di restituirmi il mio zaino (che lui nel frattempo le aveva preso, ndr) ma si rifiutava. Ho provato molta paura ed ero completamente disorientata". Quindi l’arrivo in un palazzo popolare . "Una casa dall’aspetto fatiscente". Dentro l’alloggio "c’era un altro uomo e diversi letti improvvisati". E l’imperativo: "Mettiti a dormire lì". Una volta sul letto, "da subito iniziava a molestarmi", con baci e palpeggiamenti.












