Chi provoca volontariamente o con un comportamento gravemente imprudente una situazione che rende necessario il soccorso dovrà sostenere i costi. E lo stesso si applica a chi richiede l’intervento di soccorso senza una reale necessità o senza un giustificato motivo. Queste le nuove regole entrate in vigore nei giorni scorsi e che riguardano gli interventi di soccorso effettuati dalla Guardia di Finanza, sempre attiva mettendo a disposizione personale specializzato, automezzi, elicotteri, aerei, droni, navi. La nuova normativa non porta assolutamente ad un pagamento generalizzato di ogni intervento, come hanno sottolineato in più di un’occasione i vertici della Gdf. Chiunque dovesse trovarsi in una situazione di pericolo o dovesse scorgere una situazione pericolosa per altri soggetti è chiamato, come sempre, a lanciare l’allarme senza nessuna esitazione. E la Gdf, come fa da sempre anche in montagna con il SAGF (Soccorso Alpino Guardia di Finanza), interverrà in qualsiasi caso senza chiedere nulla. Non sarà quindi un pagamento generalizzato e automatico. Prima verrà effettuato il soccorso e poi, nei giorni successivi, verrà ricostruito il tutto e verranno "puniti" solamente coloro che richiedono aiuto con "leggerezza" e senza motivazione (purtroppo sono parecchie le chiamate in tal senso). O che rendono necessario l’intervento del soccorso alpino della Gdf a causa di un loro comportamento imprudente. L’obiettivo principale delle regole entrate in vigore nei giorni scorsi è quello di evitare richieste prive di motivazioni. Cosa cambia in concreto? Si vedrà solo ora che entrerà in vigore la normativa, anche se non sarà facile (perlomeno in alcuni casi) discernere se un allarme sia giustificato o meno. Fulvio D’Eri