Sono entrate in vigore nuove disposizioni per gli interventi di soccorso: chi provoca volontariamente, o con condotta gravemente imprudente, una situazione che rende necessario il soccorso dovrà farsi carico dei relativi costi. Lo stesso principio si applica a chi richiede un intervento senza un’effettiva necessità o in assenza di un giustificato motivo.

La Guardia di finanza, spesso impegnata in queste attività, anche in contesti difficili come quello dell'Etna, ha voluto precisare cosa comportano le novità. Non è previsto alcun pagamento generalizzato. Chi si trova in pericolo, o tema concretamente per l’incolumità di un’altra persona, deve continuare a chiedere aiuto senza esitazioni.

Il pagamento non sarà automatico: il soccorso verrà sempre prestato e soltanto al termine delle operazioni saranno ricostruite e valutate le circostanze che hanno determinato l’intervento. Gli interventi possono protrarsi per molte ore e richiedere un impiego rilevante di personale e mezzi.

Una chiamata immotivata non è dunque priva di conseguenze: può impegnare risorse che, nello stesso momento, potrebbero essere necessarie per assistere chi è realmente in pericolo. L’obiettivo delle nuove regole non è scoraggiare le richieste di aiuto, ma evitare segnalazioni superficiali o prive di concreta motivazione. In questo modo si tutelano le risorse pubbliche e, soprattutto, la capacità di risposta dell’intero sistema di soccorso.