La conferenza sulle incisioni rupestri di Angelina Magnotta, presidente dell’Archeoclub A.l.a.t.e. e studiosa delle incisioni preistoriche dell’Appennino Apuo-LigureRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSul golfo della Spezia, quando il sole scivola dietro le alture e il Castello San Giorgio accende le sue luci, il Museo Archeologico Formentini sembra trasformarsi in una soglia. Una porta che si apre su un tempo remoto, dove la Terra di Luna custodisce ancora i segni della sua antichissima memoria.
In questa atmosfera sospesa si è svolta una serata intensa e partecipata, dedicata alla magia della Dea Madre e alle incisioni rupestri che ne raccontano la presenza nelle montagne lunigianesi. La voce appassionata di Angelina Magnotta, presidente dell’Archeoclub A.l.a.t.e. e studiosa delle incisioni preistoriche dell’Appennino Apuo-Ligure, ha raccontato le sue ricerche, condotte insieme ai soci e riconosciute a livello nazionale, che hanno riportato alla luce figure che sembrano emergere direttamente dal ventre della montagna: segni antropomorfi, animali scolpiti nella roccia, simboli cosmogonici che parlano di un mondo dove natura e sacro erano un’unica cosa.
Accanto a lei Martino Squeri ha guidato il pubblico in un viaggio visivo attraverso i contrafforti del Monte Orsaro, proiettati nella sala come pareti vive. Incisioni che anticipano la cultura delle statue stele conservate al Museo Formentini e al Museo del Piagnaro di Pontremoli. Tra le più suggestive, il Tempio delle Lune, il Cigno Etnico Apuo Ligure e le figure dell’orso, animale inciso in due siti diversi, così radicato nell’immaginario da aver dato il nome all’intera catena montuosa.









