Il dato più vistoso della settimana, forse, non è quello che sembra. Unitree Robotics, azienda cinese di Hangzhou specializzata in robot umanoidi e quadrupedi, ha debuttato alla Borsa di Shanghai con un balzo fino al 629 per cento, per poi chiudere la prima seduta a +460 per cento. L’Ipo ha raccolto 6,1 miliardi di yuan, circa 904 milioni di dollari, portando la capitalizzazione dell’azienda intorno ai 342 miliardi di yuan.
Basterebbe per raccontare l’ennesima fiammata di entusiasmo cinese per l’intelligenza artificiale. Ma il punto più interessante di Unitree è un altro. Per coglierlo bisogna partire da una storia molto meno patinata: quella dei finanziamenti militari americani che hanno contribuito allo sviluppo della tecnologia alla base dei suoi robot quadrupedi.
Lo ha ricostruito Reuters. Il punto di partenza è la Robotics Collaborative Technology Alliance, un programma finanziato dall’U.S. Army Research Laboratory tra il 2010 e il 2020. Vi parteciparono, tra gli altri, ricercatori dell’Università della Pennsylvania, del MIT, Boston Dynamics e diversi centri di ricerca. L’obiettivo era sviluppare robot capaci di muoversi in autonomia su terreni complessi.
Da quella ricerca arrivarono alcuni dei progressi decisivi nella locomozione dei quadrupedi robotici. Nel 2019 il MIT presentò Mini Cheetah, un robot leggero e agile capace persino di fare un salto mortale all’indietro. Secondo Ben Katz, uno dei ricercatori coinvolti, le dimensioni del popolare Go di Unitree sono praticamente identiche, fino al millimetro, a quelle del Mini Cheetah. Il fondatore di Unitree, Wang Xingxing, aveva inoltre citato nella propria tesi di laurea il lavoro del MIT e quello dei ricercatori finanziati dall’Army.











