(Adnkronos) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump promette una guerra economica devastante contro l’Iran per tentare di sbloccare l’attuale situazione di stallo. Ma il tycoon già da tempo sta provando a piegare economicamente il Paese, con Washington che ha imposto pesanti sanzioni a Teheran colpendo membri della leadership iraniana e prendendo di mira le vendite di petrolio della Repubblica islamica con il blocco al largo dello Stretto di Hormuz. Ora, però, gli Usa puntano ad intervenire anche sulle reti clandestine di commercio e sui circuiti bancari che permettono all’Iran di eludere le sanzioni e procurarsi armi e sui suoi partner commerciali.

Secondo il Dipartimento del Tesoro Usa questi interventi richiederanno un giro di vite sulle reti che operano soprattutto attraverso Emirati Arabi Uniti, Hong Kong e Singapore. Proprio da Abu Dhabi – a poche ore dal colloquio telefonico tra Donald Trump e il presidente emiratino, Mohamed bin Zayed Al Nahyan – è arrivato un primo passo in questa direzione con l’annuncio nelle ultime ore di uno stop immediato a “tutti gli scambi economici e commerciali, alle transazioni finanziarie con l’Iran”.

Ma quali sono i partner commerciali di Teheran che potrebbero essere colpiti dalla ritorsione Usa? Tra i paesi più “a rischio” rappresaglie ovviamente sulla carta ci sarebbe la Cina. Pechino è il principale partner commerciale di Teheran e il principale acquirente del suo petrolio. Oltre un quarto degli scambi commerciali dell’Iran nel 2024 sono stati infatti con la Cina, per un valore di 18 miliardi di dollari di importazioni e 14,5 miliardi di dollari di esportazioni, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc).