di

Marco Calabresi

Flavio rimonta dopo aver perso il primo set e continua a sognare nel torneo in Ohio

«Io non mollo mai». Flavio Cobolli lo scrive sulla telecamera col pennarello, dopo la quarta partita su quattro vinta a Cincinnati al terzo set. Una rimonta tira l'altra, e che gli vale il best ranking da numero 6 del mondo, con la possibilità di salire ancora e scavalcare Djokovic con un'altra vittoria: poco più di 24 ore dopo l'impresa contro Rafa Jodar, che avrebbe potuto svuotarlo fisicamente e mentalmente, Flavio ne ha fatta un'altra, conquistando la prima semifinale della sua carriera in un Masters 1000. Lo ha fatto nella sauna di Cincinnati, in pieno pomeriggio col sole a picco, iniziando malissimo ma riuscendo con il passare dei game a risalire la corrente fino al 2-6 6-3 6-4 a Tommy Paul che lo porterà a sfidare sabato uno tra il francese Arthur Fils e l'argentino Thiago Agustin Tirante. Giocatori temibili, soprattutto l'argentino in grande forma, ma l'occasione è di quelle da sfruttare.

Il match era iniziato malissimo per Cobolli: stanco, scarico, nonostante dal box - con indicazioni perfettamente ascoltabili per la presenza dei microfoni - papà Stefano lo invitasse a stare sul pezzo. Paul ha giocato mezzora (quella che gli è bastata per vincere il primo set) di altissimo livello, ma Flavio ha pian piano iniziato ad avvicinarsi alla riga di fondo, evitando di giocare colpi soprattutto col rovescio troppo corti, che avevano permesso a Paul di prendere campo e iniziativa. Il break buono per trascinare la partita al terzo è arrivato nel quarto game, con Cobolli che ha avuto i primi due set point in risposta sul 5-2. Sul 5-3, sul servizio del romano (e romanista, contro il laziale Paul), un errore nella volée di Tommy gli ha dato la terza opportunità, annullata con uno scambio fatto di diritti potentissimi dell'americano. Buono però il quarto set point, il secondo al servizio, con un rovescio che ha costretto Paul a giocare una volée complicatissima e per questo non riuscita.