Redentore.21 agosto 2026 alle 00:35Percorso più lungo e senza balli, le perplessità degli studiosi di tradizioni

In città la festa del Redentore “cambia passo” e il confronto si accende. La 126ª edizione propone, per domenica, una formula diversa, vale a dire, un “cammino” più lungo attraverso le vie cittadine, con i gruppi in abito tradizionale ma senza le esibizioni di ballo. Si tratta di una scelta legata alla volontà, da parte dell’amministrazione comunale, di valorizzare l’aspetto devozionale e di riavvicinare la manifestazione alle sue origini. Il dibattito, però, riguarda anche visitatori e turisti che, con l’assenza del ballo, perderebbero un elemento importante dell’identità isolana. Il programma prevede alle 10 il “cammino del Redentore”, alle 12 la sfilata dei cavalieri e delle amazzoni e alle 18 il Festival regionale del folclore, con canti a tenore, gruppi polifonici e folcloristici. Il 29 agosto il pellegrinaggio in cima all’Ortobene alle 6 e la messa alle 11.

Le radici

Dice lo studioso Franco Stefano Ruiu: «Buone notizie. È una mia lotta secolare. Bisognerà ragionare, in futuro, anche sulle sorti del 23 agosto, perché la processione-sfilata non può esser divisa dalla parte religiosa, non ha senso. E se chi porta l’abito viene definito in maniera più semplice come “figurante”, e non se ne dispiace, ha perso la dignità. Quella che alle origini, con la processione il 29, si sentiva tutta». Ribadisce: «Il Redentore è il 29, non il 23».