Scontro Ankara-Tel Aviv21 agosto 2026 alle 00:37

Roma.

La dura polemica tra il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband e quello israeliano Gideon Sa’ar sulla vicenda degli insediamenti nel cosiddetto distretto E1, tra Ma’aleh Adumim e Gerusalemme, era già cominciato giovedì mattina. «Inaccettabile, distruttivo e pericoloso per la soluzione dei due Stati», ha scritto da Londra Miliband. Successivamente è arrivata la dichiarazione congiunta di Francia, Germania, Italia e Regno Unito che chiedono a Israele di bloccare l’espansione degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania. I quattro Paesi affermano che «la decisione del governo israeliano di pubblicare bandi di gara per la costruzione nell’ambito del progetto di insediamento E1 è inaccettabile. L’insediamento E1 comprometterà la prospettiva della soluzione a due Stati, creando una frattura nella Cisgiordania e pregiudicando la continuità territoriale dei Territori palestinesi».

Il ministro Sa’ar in mattinata aveva già risposto a Miliband dicendo di «rifiutare categoricamente la sua dichiarazione e il tono paternalistico delle sue parole». «Non ci sono state nuove decisioni riguardo allo sviluppo dell’area E1. La decisione è stata presa nel 2025. Il processo di gara d’appalto è in corso da diversi mesi», ha scritto su X il ministro del governo Netanyahu sottolineando che «la Gran Bretagna controlla ancora oggi territori coloniali a migliaia di chilometri dalle proprie coste: è assurdo che oggi faccia la predica al popolo ebraico... e attribuisca colpe esclusivamente a Israele, ignorando l’estremismo palestinese».