Un via vai continuo di atleti, tecnici e delegazioni. Lingue diverse che si incrociano nei corridoi, divise nazionali che si alternano negli spazi comuni, incontri casuali che trasformano una nave da crociera in un piccolo mondo mediterraneo. È questa l'immagine restituita dal media open day sulla Aroya, la grande nave della compagnia di navigazione saudita Aroya Cruises ormeggiata nella base navale della Marina Militare a Taranto e diventata - con la Romantika, il cruise ferry della compagnia estone Tallink - il cuore galleggiante del villaggio Mediterraneo dei XX Giochi del Mediterraneo.
Dal 16 agosto la Aroya accoglie le delegazioni impegnate nella manifestazione. È qui che, nelle prossime settimane, una parte consistente dei circa 4mila atleti provenienti da 26 Paesi vivrà lontano dai campi di gara. Una scelta organizzativa che ha trasformato il mare di Taranto in uno spazio di incontro tra popoli e culture, dove lo sport diventa concretamente un ponte di dialogo. Accanto alla Aroya si staglia la Romantika, Costruita nel 2002, la nave ha una lunghezza di 193,9 metri, una larghezza di 29 metri, dispone di 727 cabine e può trasportare fino a 2.500 passeggeri, raggiungendo una velocità massima di 22 nodi. Gli atleti e gli staff al seguito sono distribuiti su entrambe le navi in misura proporzionale: il 79% dei delegati di ogni Paese partecipante ai Giochi alloggia sulla Aroya che è dotata di 3900 posti letto. Il rimanente 21% è sul Romantika che - dotata di una capacità di 1200 posti letto - ne ha riempiti solo 600. Chi dimora su una nave, piuttosto che su un'altra, lo decide il Noc. Nessuna 'discriminazione' tra paesi partecipanti, la precisazione che arriva dal Comitato. La stragrande maggioranza degli atleti è finita sulla più capiente Aroya. La delegazione italiana sarà tra le più numerose: il 30 agosto, giornata di massima presenza azzurra, sulla nave alloggeranno poco meno di 400 atleti, sui circa 500 complessivamente impegnati nei Giochi, oltre allo staff. L'open day ha permesso di entrare nella "città galleggiante" e osservare da vicino gli spazi nei quali gli sportivi vivranno durante la manifestazione. La nave dispone di 1.678 cabine, 12 ristoranti, 17 lounge e caffetterie, 20 spazi dedicati all'intrattenimento e un'area di circa 1.818 metri quadrati destinata a sport e benessere. Piscina, palestra, pista da corsa e numerosi spazi comuni completano una struttura nata per le crociere e trasformata in una casa temporanea per gli atleti. Ma è soprattutto la dimensione internazionale a rendere particolare l'esperienza. A bordo sono già presenti delegazioni come quelle di Turchia e Portogallo. Gli atleti si incontrano negli ascensori, al ristorante, nelle aree comuni, in palestra. Divise e lingue differenti raccontano la presenza di Paesi diversi, ma la quotidianità finisce per creare una comunità capace di superare le distanze. "È un'avventura nuova, mi piace moltissimo. È bello vedere tutti i giocatori e tutti gli atleti. Auguro buona fortuna a tutti gli atleti", racconta Marco de Oliveira, hotel director della Aroya. L'ammiraglia cambia dunque identità per alcune settimane. Da resort sul mare diventa un villaggio internazionale dello sport, con atleti e staff al centro dell'esperienza. Ogni arrivo aggiunge una bandiera, una lingua, una storia.








