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Monica Guerzoni

Il capo dello Stato domani, con la premier Meloni, all'inaugurazione nello stadio Iacovone: «I Giochi siano profezia di pace e fratellanza»

Toccherà a Sergio Mattarella pronunciare la formula di rito e aprire, domani sera allo stadio Iacovone di Taranto, la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo. Ventisei nazioni, tre continenti, 33 sport, 3803 atleti in gara e 1800 medaglie in palio. Il presidente della Repubblica, che assieme alla premier Giorgia Meloni accoglierà i capi di Stato e di governo, saluta la città e gli altri comuni pugliesi coinvolti nell'organizzazione dell'evento e fa gli auguri agli atleti, che si sono preparati «con impegno, determinazione e spirito di sacrificio».

La lettera al direttore del Quotidiano di Puglia, che sarà pubblicata domani, è per il capo dello Stato un'occasione per rivolgere un pensiero «particolarmente intenso di attenzione e di vicinanza» agli abitanti di Taranto, che da anni vivono sulla loro pelle le conseguenze della crisi e del destino dell'ex Ilva. «Negli ultimi tempi hanno dovuto fronteggiare drammatici aspetti di occupazione e di salute, di sviluppo economico e di qualità della vita - scrive il presidente - Questi aspetti della loro condizione costituiscono un problema e, insieme, un impegno nazionale». In giorni in cui il Quirinale è destinatario di appelli in nome della salute dei cittadini e dell'occupazione dei lavoratori, Mattarella promette che lo Stato non abbandonerà Taranto, culla e custode di un patrimonio storico e artistico di immenso valore. Averla scelta come sede di una delle più grandi manifestazioni internazionali mai organizzate in Puglia è la prova del «ruolo che la città riveste nella Repubblica» ed è il migliore augurio possibile perché Taranto «torni ad abbracciare il futuro».