La Difesa statunitense ha avviato un nuovo programma affidato alla Defense innovation unit per snellire i tempi delle procedure di adozione di sistemi commerciali da parte delle Forze armate. L’obiettivo è passare da anni a mesi, e i numeri del conflitto nel Golfo spiegano il perché di tanta fretta, ma il vero rivale è più a Est. Gli Stati Uniti scommettono dunque sul mondo privato per contrastare il modello dirigista cinese

Il Pentagono ha lanciato una nuova iniziativa per accorciare i tempi con cui le tecnologie commerciali vengono adottate dalle Forze armate. Si chiama Bridge Program, sarà gestita dalla Defense innovation unit (Diu) e punta a comprimere da anni a mesi l’accreditamento delle infrastrutture classificate, le autorizzazioni di sicurezza e i test necessari a portare un prodotto civile sul campo di battaglia. È solo la più recente di una serie di iniziative che, dall’insediamento dell’amministrazione Trump, ha l’ambizioso obiettivo di rivoluzionare il tessuto industriale della difesa Usa. Una corsa che va avanti da quasi due anni e che vuole schierare l’innovazione americana contro il dirigismo cinese. Per farlo, l’amministrazione vuole comprimere come mai prima d’ora le lungaggini burocratiche, esponendosi però anche a dei rischi.