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L’ex ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, ha chiesto tramite un breve videomessaggio che siano indette nuove elezioni presidenziali, anche se il paese è in guerra. La richiesta è una sfida diretta al presidente Volodymyr Zelensky, che aveva licenziato Fedorov circa un mese fa provocando un grosso subbuglio nella politica ucraina che ancora non si è del tutto placato.
Nel messaggio Fedorov ha detto che l’Ucraina deve «ristabilire un processo pienamente democratico anche nel mezzo di una lunga guerra» e che «la democrazia non può essere tenuta in ostaggio dalla Russia». Il riferimento è al fatto che dall’invasione russa su larga scala del 2022 in Ucraina vige la legge marziale, che vieta di tenere elezioni. Il mandato di Zelensky è scaduto nel 2024, ma è stato rinnovato finché la legge marziale non sarà ritirata.
Zelensky è stato più volte criticato in passato per la mancanza di elezioni. Al tempo stesso però indire elezioni in un paese attivamente in guerra è complicato e il processo democratico avrebbe enormi ostacoli: i bombardamenti russi sono ancora quotidiani; il territorio è parzialmente occupato dalla Russia; più di un milione di persone sono nelle forze armate; altri milioni sono sfollati interni o scappati all’estero negli ultimi anni.











