Le ondate di calore che da giugno stanno soffocando l’Europa hanno avuto un impatto sui decessi, in particolare delle persone più anziane. È quanto si evince dai dati comunicati da Italia, Germania e Spagna riguardo ai morti correlati al caldo sulla base delle elaborazioni statistiche – rispettivamente – del ministero della Salute, dell’Istituto Robert Koch e Istituto di Sanità Pubblica Carlos III.

Nel mese di luglio, le ondate di calore sulle città italiane ha avuto un impatto sulla mortalità giornaliera della popolazione – sul totale degli over 65 – “in linea con l’atteso”, specifica il rapporto mensile elaborato dal Dipartimento di epidemiologia del Lazio per il ministero della Salute. Ma se da un lato le classi di età 64-74, 75-84 anni “la mortalità, è stata, in particolare, inferiore all’atteso”, ci sono stati invece “eccessi di mortalità” che hanno riguardato “i più fragili, ovvero gli over 85, in particolare al Nord”. In sostanza, secondo gli esperti, “a fronte di temperature elevate, l’impatto sanitario in Italia è stato contenuto”. In concomitanza con la seconda ondate di calore di luglio, gli accessi in pronto soccorso, hanno solo avuto “lievi incrementi a Venezia, Roma, Reggio Calabria e Palermo”. Durante la terza, invece, “si evidenzia un eccesso significativo della mortalità nella popolazione di età superiore ai 65 anni in alcune città del sud” come Reggio Calabria, Messina, Palermo e Cagliari e “al limite della significatività statistica a Campobasso, Pescara e Latina”.