Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiNella polemica innescata da Marco Travaglio con la sua infelice frase («Falcone era al servizio del governo Andreotti»), interviene l’ex procuratore Giancarlo Caselli con un articolo, sul “Fatto”, redazionalmente titolato: «Caselli, Falcone e gli ipocriti indignati». Non è la difesa che qui importa. Colpisce, nell’articolo, un passaggio con il quale forse Caselli cerca di salvare i proverbiali cavoli e le altrettanto proverbiali capre.
Il passaggio è questo:
«La citazione ha suscitato molte critiche e polemiche, ma il fatto è vero: perché Falcone ebbe ad assumere e svolgere anche l’importante funzione di “direttore generale degli Affari penali” proprio in un governo presieduto da Giulio Andreotti.
Non bisogna però dimenticare che in questo caso (vuoi per abilità di Falcone; vuoi per una disattenzione di Andreotti: anche Belzebù può commettere qualche errore...) a finire impagliato fu proprio quella vecchia volpe di Andreotti, più volte premier e ministro del governo italiano. Nel senso che furono adottate proprio da quel governo nuove misure antimafia di particolare importanza ed efficacia, come l’istituzione delle procure distrettuali e della Procura nazionale antimafia, vale a dire un metodo di lavoro basato suoi parametri – tanto innovativi quanto efficaci – della specializzazione degli operatori e della centralizzazione dei dati...».






