Presidio all’aeroporto Catullo di Verona, dove una trentina di attivisti per la Palestina ha organizzato una manifestazione.

Presidio questa mattina all’aeroporto Valerio Catullo di Verona, dove una trentina di attivisti per la Palestina ha organizzato una manifestazione in occasione dell’arrivo di un volo da Tel Aviv. Il collegamento, atteso in aeroporto dalle 7.30, è arrivato con circa un’ora e mezza di ritardo.

La protesta, promossa in contemporanea in cinque scali italiani – Verona, Cagliari, Milano Linate, Roma Fiumicino e Venezia – è stata organizzata su sollecitazione della Global Sumud Flotilla. I manifestanti hanno allestito un volantinaggio davanti a una delle uscite degli arrivi, definendo l’iniziativa un “muro di coscienza”, pensato per invitare i viaggiatori a fermarsi e informarsi sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania.

Dopo le 10, con l’uscita degli ultimi gruppi di passeggeri, il clima si è fatto più teso. Alcune persone hanno fotografato il presidio e non sono mancati un paio di scambi provocatori, mentre il tono dei cori dei manifestanti si è progressivamente inasprito.

“A Gaza prosegue quello che le Nazioni Unite hanno definito genocidio – hanno dichiarato gli attivisti – e in Cisgiordania è in corso una pulizia etnica da parte dei coloni israeliani”.